Approfondimenti   martedì 10 ottobre 2017

Il Direttore: "Ho sempre considerato il Siracusa a pieno titolo in lotta per la promozione"

L'Amministratore Delegato Pietro Lo Monaco, in sala stampa, analizza i temi più importanti relativi alla settimana di lavoro del Catania ed al prossimo confronto con il Siracusa: “In certi momenti è preferibile lasciare la squadra concentrata sull’impegno domenicale, per questo sono qui a rappresentare la società e fornire a voi giornalisti un servizio che comunque intendiamo garantire: il nostro non è, quindi, un silenzio stampa. A proposito della gara di sabato e del Siracusa, tengo a sottolineare che non ho mai parlato male del Siracusa né ho  detto che in questa situazione di disagio legata agli stadi c’entrasse il Siracusa. Se alcune società non hanno gli stadi a norma, bisognerebbe evitare che squadre dello stesso girone giochino le proprie gare interne sul campo di una concorrente, altrimenti è inevitabile che poi si creino attriti, ma il Siracusa non ha colpe. Ad inizio campionato l’Akragas ha chiesto disponibilità al Siracusa, la Lega ha dato il suo assenso ed è chiaro che è un’anomalia che una squadra giochi quattro partite consecutive in casa. Al di là delle affermazioni di Cutrufo, ho sempre considerato il Siracusa in lotta a pieno titolo per la promozione. Se Catania, Lecce e Trapani sono squadre accreditate per la serie B, anche il Siracusa merita di essere inserito tra queste, ha tutta la nostra considerazione. La gara di sabato non ha bisogno di essere accesa con dichiarazioni pittoresche. L’anno scorso abbiamo giocato due volte a Siracusa, una in campionato ed una Coppa Italia, ed in entrambi i casi abbiamo assistito ad episodi che con il calcio non hanno nulla a che vedere. Non è normale, com'è accaduto in Coppa, che un tifoso scavalchi, attraversi il campo e giunga sotto il settore dei tifosi del Catania brandendo una cintura e tornando indietro senza essere fermato…ma non è colpa del Siracusa. In campionato, quando siamo arrivati con il pullman un’ora e quindici minuti prima della gara, abbiamo trovato i tifosi in campo che appendevano gli striscioni. È assolutamente inammissibile e contro le regole: esposizione ed approvazione degli striscioni vanno completate in mattinata, è stato quantomeno inopportuno far sì che i tifosi locali venissero in contatto i giocatori del Catania, in campo. Sono più in tensione per la designazione arbitrale: tre partite in questa stagione e tre vittorie casalinghe delle squadre che ha arbitrato; in passato, sei partite del Lecce con cinque vittorie ed un pareggio per i salentini. Non credo che ci siano direttori di gara influenzabili ma è un dato che mi fa riflettere”.

Siracusa–Catania: “Sarà un match fra due squadre che hanno lo stesso obiettivo e che si affronteranno a viso aperto, gli aretusei hanno un impianto di gioco importante. Stimo enormemente la squadra e l’entourage del Siracusa, all’interno ci sono tanti giocatori che hanno avuto a che fare con noi: Catania lo feci giocare nell’Acireale ed a fine campionato fu ceduto per 500 milioni, gode di tutta la mia considerazione; l’allenatore del Siracusa, Paolo Bianco, ha fatto tantissimo a Catania e sta facendo bene anche adesso, da parte nostra  c’è un pizzico di orgoglio per i suoi risultati; Parisi è frutto del nostro settore giovanile. E poi il Siracusa ha gente come Turati, Spinelli, Catania, Scardina: non può essere una squadra che si deve salvare. Per il Catania sarà un importante banco di prova, il clima sarà acceso ma l’importante è che non si trascenda mai".

Paolo Bianco, allenatore già in campo - "Ho seguito la sua evoluzione, già quando giocava da difensore centrale era un grandissimo tattico, la predisposizione l’ha dimostrata anche quando da giovanotto ha conquistato la promozione in Serie A con il Catania. È una figura professionale di primo livello, una persona eccellente, gli auguro di fare bene a  Siracusa ma non nella gara di sabato. La partita ha un tasso di difficoltà altissimo, il Catania dovrà dimostrare tutto il suo valore tecnico e caratteriale".

Il turno di riposo - "Le soste sono come un uovo di pasqua: dopo la partita vedremo la sorpresa che ne verrà fuori. Hanno tanti aspetti positivi e tanti negativi: interrompere un percorso non è mai il massimo della vita ma ti permette di tirare il fiato, recuperare energie e qualche infortunato: è comunque, anche questa, un'anomalia del campionato, non accadeva da tanti anni che una squadra fosse costretta a riposare ed i periodi non sono tutti uguali”.

Stadio Massimino - “Abbiamo parlato con il Sindaco ed il nostro obiettivo è avere lo stadio in gestione. Se è la casa del Catania, è giusto che lo diventi a pieno titolo. Stiamo lavorando ad una convenzione che metta il Catania in condizione di gestire il Massimino. Chiaramente tutto dovrà avvenire nel rispetto delle normative di riferimento e dei regolamenti, nel frattempo aspettiamo fiduciosi”.

No ai tifosi del Catania a Siracusa - “Purtroppo c’è sempre un episodio per cui il tifoso catanese continua a pagare… Detto questo, ci sono stadi e stadi, far defluire i tifosi ospiti a Siracusa non è agevolissimo, capisco le apprensioni delle forze dell’ordine, l’augurio è che in un prossimo futuro si possa assistere alla gara con entrambe le tifoserie".

Il Catania e i suoi tifosi - "Dopo anni di amarezze, sono contento che la nostra tifoseria riprenda a sentire e gioire della propria squadra, che si siano ripristinati certi legami: è una cosa positiva al massimo, quando dico che il Catania è tornato vuol dire che ha una sua valenza, una sua forza”.

Il punto sul Catania - “Biagianti? È pienamente recuperato, ieri ha svolto l’allenamento per intero, il Capitano sarà della gara. Ripa? Migliora ogni settimana ed ogni giorno, è un giocatore importante per noi e per la categoria, è già in grado di lottare, spetterà al nostro tecnico decidere. Curiale? Va meglio, ha trovato anche il gol, che è una "droga" per gli attaccanti, gli servirà per il morale. Pisseri? Ce lo teniamo stretto, è un portiere importante ed un uomo importante. È molto legato al Catania, è giusto e doveroso che il Catania lo leghi a sé perché ha le qualità per giocare anche in altre categorie. Non è il solo, abbiamo prolungato il contratto anche ad altri. I nostri giovani li consideriamo di buon valore e ce li teniamo stretti. Esposito e Kalifa? Aggressivi, scattano sempre, si applicano. Si tratta di un '96 e di un '98: il primo di proprietà del Crotone ed il secondo nostro, per il vigore che spendono hanno un buon avvenire. Da Silva? È un mio rammarico, un giocatore da Catania con ottime qualità, purtroppo si è fatto in qualche modo manovrare dal procuratore e questo ha nuociuto alla sua carriera. Peccato non avere anche un giocatore come lui. Zé Turbo? Parliamo di un '96, un giovane che abbiamo preso con cognizione di causa: è ancora  dell’Inter ma abbiamo un accordo ben preciso con il quale il Catania ha la possibilità di averlo ancora. Crediamo in lui, non deve mollare e continuare ad allenarsi, presumo troverà spazio anche lui”.

Il terreno di gioco del "Massimino" - “Il nostro stadio ospiterà una partita di rugby: quanto più di devastante per il manto erboso, mi preoccupa di più quella gara rispetto a quelle della Sicula, che interverrà subito nel caso in cui il campo avesse delle problematiche così come è previsto a seguito del match di rugby: se il campo venisse "torturato" si impianterebbero nuovi rotoli di erba".

Mister Lucarelli - “Se mi ha convinto? Un allenatore non mi deve convincere, lo deve fare all’inizio. Poi non si cambia, quando accade è sempre una sconfitta per la società. Abbiamo puntato su Lucarelli perché pensavamo avesse le caratteristiche che sta dimostrando di avere anche se deve migliorare, come deve fare tutta la squadra che deve fare di più sul piano della tenuta e dell’espressione del suo gioco. Il fatto che il mister e la squadra stiano lievitando, ci lascia ben sperare per il prossimo futuro. Pregi e difetti? Abbiamo 24 titolari che alla luce delle cinque sostituzioni sono un’ottima "arma" per qualsiasi allenatore. Un altro pregio è la capacità del gruppo di essere unito. Chiaramente dobbiamo migliorare nel modo di stare in campo e come detto nell’espressione di gioco: lo sappiamo e dobbiamo lavorare. Lo spogliatoio ha buona armonia, è un mix di giovani e meno giovani ed ha motivazioni, tutto questo porta ad essere una struttura coesa che deve essere tutt’uno di fronte a qualsiasi difficoltà”.


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