Cristiano

LUCARELLI

Allenatore

Nato il > 4 ottobre 1975

A > Livorno

Profilo

Cristiano Lucarelli alla guida del Catania: profilo calcistico e caratteriale 

La straordinaria carriera in campo e la filosofia d’attacco

Aver vissuto sul rettangolo verde sfide prestigiose ed aver raggiunto importanti risultati nell’arco dell’esperienza da calciatore è, per un allenatore, un buon viatico al debutto ed un consistente vantaggio nel prosieguo della carriera, considerando l’ampliamento della visione e della conoscenza tecnica ad alti livelli: Cristiano Lucarelli è stato uno degli attaccanti italiani più forti tra la fine degli anni ’90 e la prima decade del nuovo millennio. Un assunto dimostrato chiaramente, in particolare, da due titoli di capocannoniere di assoluto valore: nel campionato di Serie A 2004/2005 con 24 gol; nel girone eliminatorio della Champions League 2007/08 con lo Shaktar Donetsk, 4 reti, alla pari con un certo… Cristiano Ronaldo. Ben 10, gli anni in doppia cifra con le maglie del Cosenza, del Padova, del Lecce (2 volte), del Livorno (5) e del Parma. Molto intenso e romantico, il rapporto del bomber livornese con la squadra della sua città, trascinata ad una storica qualificazione europea nella stagione 2005/06 e spinta fino ai sedicesimi di finale della Coppa Uefa 2006/07. In Nazionale, 6 presenze e 3 reti: sfiorò la convocazione al Mondiale 2006, andò a segno all’esordio contro la Serbia e firmò una doppietta al Sudafrica. Ha centrato tre promozioni: dalla C1 alla B con il Perugia, dalla B alla A con il Livorno prima ed il Parma poi. Con il Valencia, ha vinto Coppa Intertoto nel 1998 e Coppa di Spagna nel 1999, con il Napoli la Coppa Italia 2011/12. Ha conquistato la medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo 1997. Le radici della filosofia calcistica d’attacco dell'allenatore del Catania vanno ricercate proprio nello straordinario curriculum della macchina da gol di ieri: un attaccante formidabile, completo e generoso.

Allenatore del Parma Campione d’Italia nella categoria Allievi Nazionali

All’alba della stagione 2012/13, il Parma affida a Cristiano Lucarelli la guida degli Allievi Nazionali: l’esordio in panchina è da incorniciare, gli Under 17 vincono lo scudetto e la Supercoppa, il giovane e rampante allenatore valorizza elementi del calibro di Cerri e Mauri nell’ambito di un’organizzazione  calcistica divertente ed efficace. Quella formazione giovanile fu assemblata spendendo poche migliaia di euro ma seppe superare gli squadroni allestiti con spese milionarie…

Decisione, fermezza e coerenza

I tratti caratteriali di Cristiano Lucarelli emergono e riemergono costantemente, da 25 anni, nel mondo del calcio: l’uomo muove da un grandissimo rispetto nei confronti di tutti e di tutto, abbinando tale umiltà ad un atteggiamento esemplare in termini di decisione, fermezza e coerenza, a tutela dei valori personali. Tutto ciò comporta anche sacrifici importanti, come l’interruzione del rapporto professionale con il Perugia nel 2013.

Viareggio, cammino da applausi

Pochi mesi dopo, giunge la chiamata del Viareggio ultimo in classifica in Prima Divisione: Lucarelli risolleva le sorti della squadra toscana e la guida alla permanenza, risalendo fino al 13° posto.

Pistoiese e Tuttocuoio, le basi delle salvezze

Nelle due annate successive, il tecnico livornese resta in Toscana ed in terza serie: nel 2014/15, con la neopromossa Pistoiese, il girone d’andata è ottimo ma dopo il mercato la formazione arancione è notevolmente indebolita e la dirigenza rinuncia al valore aggiunto che aveva assicurato 27 punti in 24 giornate; nel 2015/16, al di là della conclusione anticipata del rapporto con il Tuttocuoio, che si separa dalla sua guida proprio in prossimità della fine della stagione, Cristiano Lucarelli è per 32 giornate il reale artefice della comoda salvezza neroverde, obiettivo stagionale.

A Messina, ritmo da playoff  

Il 18 ottobre 2016 a Lucarelli è affidato il compito di risollevare le sorti del Messina, penultimo in classifica: al tirar delle somme, sette mesi dopo, applausi e consensi piovono sulle larghe spalle dell’allenatore, apprezzato sotto ogni aspetto, per la qualità del gioco, per i risultati e anche per il forte ascendente sui calciatori. Con Lucarelli, per i giallorossi, 39 punti in 29 gare: una media da playoff incorona il mister quarantunenne tra i migliori del 2015/16, in Lega Pro.

"Muore l’io e nasce il noi"

Il calcio secondo Lucarelli è anzitutto in questo concetto: gli individualismi non servono a nulla e vanno tenuti a debita distanza dallo spogliatoio e dal campo, l’interesse del collettivo è la meta che moltiplica le forze e propizia i risultati, nel gruppo “muore l’io e nasce il noi”. Tatticamente, spiega, sono fondamentali: “L’attacco alla profondità, lo smarcamento e quindi il movimento senza palla, una fase difensiva feroce e mai passiva”.   

Da Marchese a Tedeschi

“Mi ricordo di quel ragazzino, davvero bravo”: Cristiano Lucarelli giocava nel Torino e Giovanni Marchese, frequentemente aggregato alla prima squadra, rappresentava all’epoca uno dei migliori prospetti del settore giovanile granata. Così, anche a Parma il bomber toscano incrociò e valutò positivamente due giovani molto promettenti: Matteo Pisseri e Luca Tedeschi.

Pozzebon, Anastasi e Silva

A Messina, nella scorsa stagione, l’allenatore del Catania 2017/18 ha potuto schierare tre calciatori rossazzurri: Pozzebon nella prima parte del campionato; Anastasi e Silva, tra i migliori del gruppo giallorosso in termini di rendimento e reti importanti, da gennaio in poi.